Ora et labora, dice la regola di San Benedetto. E tra i lavori dei monaci benedettini, che da secoli operano e vivono nel territorio padano mantovano, c’è la coltivazione della vitis lambrusca, quella da cui si ricava uno dei vini più popolari a livello globale e più originali per la sua appartenenza al cosiddetto mondo delle “bolle rosse”.
Parliamo naturalmente del Lambrusco, che in provincia di Mantova si presenta in due aree, entrambe ricche di fascino e ottime per essere prese in considerazione come mete per un weekend enoturistico, con la denominazione Lambrusco Mantovano Doc.
La Sottozona Oltrepò Mantovano offre un paesaggio agricolo punteggiato da aziende vitivinicole dove degustare le versioni Rosso e Rosato. Qui il Lambrusco si distingue per profumi fruttati e un gusto leggermente acidulo, asciutto o amabile, con una gradazione di 11 gradi.
La Sottozona Viadanese-Sabbionetano, compresa tra il Po e l’Oglio, è un’area di grande valore storico e culturale. Qui il Lambrusco Mantovano DOC esprime una personalità intensa: colore rosso rubino o granato, profumi fruttati e gusto fresco e accattivante, sempre con gradazione di 11 gradi. Una tappa obbligata per chi ama unire vino, arte e piccoli borghi rinascimentali come ad esempio Sabbioneta (patrimonio Unesco).
Queste due zone, diverse per caratteristiche ambientali e anche pedologiche, contribuiscono alla ricchezza stilistica del Lambrusco Mantovano. Per l’enoturista, esplorarle significa vivere un’esperienza immersiva tra fiumi, campagna e cantine storiche, scoprendo un vino che non è solo tradizione, ma anche identità e cultura del territorio.
Il Lambrusco Mantovano DOC è un vino naturalmente frizzante, ottenuto tramite rifermentazione che regala una spuma leggera ed evanescente, simbolo della sua vivacità.
Il disciplinare prevede almeno l’85% di uve Lambrusco Viadanese, Groppello Ruberti, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino, con una quota restante affidata alla tradizionale Fortana, localmente chiamata Uva d’Oro, o ad altre varietà di lambrusco.
Da servire rigorosamente fresco, per accompagnare in tutte le stagioni i piatti della cucina territoriale, dai primi ai secondi di carne, ma soprattutto i salumi tipici mantovani. Ed è anche il vino del “sorbir”, usanza locale che consiste nel diluire il brodo con un bel bicchiere di Lambrusco.