Il versante sud del Lago di Garda è la zona di produzione del Lugana Doc. Si tratta di un vino particolarmente apprezzato da chi è “mentalmente” in vacanza e, stappando una bottiglia di questo bianco prevalentemente (90% minimo) a base di uve Turbiana (una varietà di Trebbiano) coltivate cinque comuni, di cui quattro in Lombardia (Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Pozzolengo e Sirmione) e uno in Veneto (Peschiera del Garda), si ritrova idealmente a degustare una cena vista lago, al tramonto, in abbinamento con un risotto di pesce preparato a regola d’arte.
Tradizionalmente considerato un vino fresco, di pronta beva e caratterizzato da aromi fruttati e floreali, il Lugana Dop in realtà è in grado di sfidare il tempo e, se viene “dimenticato” in cantina, si rivela come un vino elegante e sorprendente anche oltre i dieci anni dalla vendemmia. La denominazione è stata riconosciuta nel 1967 e regolamentata dal Consorzio dal 1990, e copre oggi 2.600 ettari con 214 produttori.
Si tratta di un vino molto apprezzato all’estero e in particolare nei Paesi di lingua tedesca, grazie anche al richiamo turistico esercitato dal Lago di Garda nella cosiddetta area Dach (Germania, Austria, Svizzera).
LE CINQUE TIPOLOGIE DI LUGANA.
- Lugana base. In commercio dall’anno successivo alla vendemmia, si presenta con il caratteristico colore giallo paglierino tenue e dai riflessi verdognoli, profumi delicatamente floreali con un accenno di note di mandorle, fresco, piacevolmente agrumato e lungo in bocca. Può rimanere in cantina fino a due/tre anni.
- Lugana superiore. Prevede l’affinamento di almeno un anno dopo la vendemmia e presenta riflessi più dorati, profumi più articolati (erbe di campo, mela matura, agrume maturo, note di nocciola o spezie con il passaggio nel legno), struttura e mineralità in bocca con una spiccata sapidità.
- Lugana riserva. Richiede un affinamento minimo di 24 mesi, di cui sei in bottiglia. Di conseguenza, entra in commercio almeno due anni dopo la vendemmia. Presenta toni cromatici più accesi, profumi evoluti e complessi, in bocca è sapido, avvolgente, minerale e persistente. Da degustare con soddisfazione anche dopo dieci anni.
- Lugana vendemmia tardiva. È la novità più recente della denominazione insieme alla Riserva, entrambe introdotte a partire dal 2011. Viene ottenuto con una surmaturazione in pianta attraverso una raccolta tardiva delle uve tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, senza ulteriori appassimenti in fruttaio. La dolcezza è contenuta perché il residuo zuccherino viene efficacemente bilanciato dall’acidità sul modello delle Vendange Tardive alsaziane, o delle Spätlese tedesche.
- Lugana spumante. Previsto dal disciplinare fin dal 1975, lo Spumante Lugana può essere prodotto sia con il metodo Charmat o Martinotti sia con il metodo classico. Nel primo caso prevalgono la freschezza e la cremosità, nel secondo caso l’eleganza e la croccantezza in bocca.