Quistello è un piccolo centro della provincia di Mantova che può vantare, nella sua storia, la presenza di un vicariato, giurisdizione amministrativa per il controllo del territorio, il cui nome torna in un piatto creato dallo chef Romano Tamani (la celebre faraona, ai tempi d’oro del ristorante L’Ambasciata) e in un vino di una cantina sociale del suo territorio.
Quistello è anche il centro di una produzione di vini a indicazione geografica protetta che coinvolge altri tre comuni della “Bassa” mantovana e che sono perfetti compagni di una cucina locale autentica e radicata. Siamo in un’area pianeggiante, terra di Parmigiano Reggiano Dop e di salumi, ma anche di tartufi bianchi che si trovano lungo gli argini del Po.
I vini Igt Quistello nelle versioni bianco, rosso, rosato, frizzante e novello, sono ottenuti da vitigni tradizionalmente coltivati in Lombardia. Grazie ai terreni franco-sabbiosi o franco-argillosi e alla presenza della falda superficiale alimentata dal Po, le uve raggiungono una maturazione equilibrata, garantendo vini freschi, armonici e ricchi di personalità.
Tra i protagonisti dell’area spicca il Grappello Ruberti, varietà locale valorizzata dal lavoro dell’agronomo quistellese Ugo Ruberti, oggi simbolo dell’identità vitivinicola del territorio. I vini Quistello si distinguono per le loro caratteristiche organolettiche: i bianchi sono freschi e armonici, i rosati delicati e asciutti, i rossi intensi e sapidi, mentre il novello spicca per la sua immediatezza fruttata. Le versioni frizzanti, molto tipiche della zona, offrono un sorso vivace che si abbina perfettamente alla tradizione gastronomica mantovana.
Ideali per accompagnare salumi, bolliti, cotechino, zampone, paste ripiene e risotti con carne o legumi.