Valtellina Rosso Doc, la porta di ingresso alla complessità della montagna lombarda

Denominazione

La Valtellina può vantare due Docg, una Igt e una Doc. Quest’ultima è rappresentata dal Valtellina Rosso Doc (detto anche Rosso di Valtellina Doc), che incarna il volto più autentico, giovane e immediato della viticoltura valtellinese.
È un vino che esprime con naturalezza il carattere del Nebbiolo delle Alpi – localmente chiamato Chiavennasca – offrendo freschezza, fragranza e vivacità.
Per questo viene spesso definito il biglietto da visita della Valtellina, capace di raccontare il territorio con semplicità, senza rinunciare alla qualità e all’eleganza che contraddistinguono questa storica area vitivinicola.
La sua zona di produzione si estende lungo tutta la provincia di Sondrio, da Ardenno fino alle porte di Tirano, includendo anche le aree vitate situate alla sinistra del fiume Adda ovvero la parte che tende, soprattutto nei mesi invernali, a essere meno “baciata dal sole” rispetto a quella destra che invece, salendo in quota ed essendo esposta a sud, riesce a catturare i raggi solari con più costanza.
A differenza delle sottozone della Docg, il Rosso di Valtellina nasce sia come “ricaduta” da vigneti utilizzati per gli altri vini valtellinesi, sia da parcelle situate in aree di confine, spesso a quote più elevate – oltre i 650 metri – o su coneidi dove la viticoltura assume ancora di più le caratteristiche eroiche tipiche della regione.
La vinificazione prevede un affinamento minimo di sei mesi a partire dal 1° dicembre successivo alla vendemmia.
Il risultato è un vino piacevole, agile, perfetto per chi cerca un calice immediato ma ricco di identità: un compagno ideale per il viaggiatore che esplora la Valtellina attraverso il gusto.
Ed è il vino ideale per accompagnare la Bresaola e gli altri salumi tipici valtellinesi, i formaggi più giovani e soprattutto i piatti della tradizione come i Pizzoccheri, le frittelle dette Sciatt (ripiene di formaggio) e altri primi a base di carne.
Il blend è lo stesso dei vini Docg della Valtellina ovvero minimo 90% di Chiavennasca, con il 10% residuo (se c’è, perché si può anche fare con Chiavennasca in purezza) da altri vitigni autorizzati in Lombardia.
Da giovane presenta un colore rosso brillante, mentre con il tempo acquista sfumature granato.
Il profumo è fine, floreale, con una prevalenza di violetta; al palato è asciutto, fresco, con una tannicità lieve che ne aumenta la bevibilità.
Tutelato dal Consorzio Tutela Vini di Valtellina, il Rosso di Valtellina rappresenta un invito irresistibile per l’enoturista e il primo passaggio, insieme all’Igt Alpi Retiche, verso la maggiore complessità dei due Docg.
Logo del Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, organismo che promuove e tutela i vini valtellinesi come Valtellina Superiore, Sforzato di Valtellina e Rosso di Valtellina

Territorio

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