Luciano Bulgarelli, che è stato a lungo presidente (il primo nella storia) del Consorzio Vini Mantovani, racconta il territorio, i suoi punti di attrazione e gli abbinamenti perfetti con l’opulenta cucina della città del poeta Virgilio
Luciano Bulgarelli è stato il primo presidente del Consorzio Vini Mantovani, costituito nel 2012 per tutelare e promuovere la produzione di un territorio costituito da due grandi aree vitivinicole che circondano la città natale del poeta Virgilio: le colline moreniche a nord e l’area della pianura padana, dove scorre il Po, a sud. Quest’ultima è la terra del lambrusco, il vino più rappresentativo della provincia mantovana e quello a cui Bulgarelli, oggi consigliere del Consorzio, è più legato, in quanto presidente da oltre vent’anni della Cantina Sociale di Quistello.
Quali sono le caratteristiche dei vini mantovani?
Rispecchiano i diversi territori dove sono presenti i vigneti, da quelli a ridosso del Garda fino alle pianure dell’Oltrepò mantovano. In collina sono dominanti le uve da vitigni internazionali come Pinot Nero e Merlot, ma anche quelle da vitigni nazionali come la Garganega. In pianura invece troviamo un po’ tutte le tipologie di Lambrusco, ma anche qui non mancano i produttori che si dedicano ai vitigni internazionali.
E tra questi due mondi si trova Mantova, che naturalmente è il principale richiamo turistico e la città da cui partire per visitare la provincia. Oltre a Mantova, cosa bisogna assolutamente vedere in un viaggio all’interno del territorio dei vini mantovani?
Occorre sicuramente organizzare un percorso attraverso le città storiche dei Gonzaga, in particolare Volta Mantovana con il suo sistema di fortificazioni e Sabbioneta che, insieme a Mantova, è patrimonio mondiale dell’umanità e città ideale per antonomasia. Un altro itinerario è quello delle pievi matildiche, legate alla figura storica di Matilde di Canossa, con tappe principali a San Benedetto Po con il Monastero Polirone, la Pieve di San Lorenzo a Pegognaga, la chiesa di Santa Maria Assunta a Pieve di Coriano, e l’Oratorio di Sant’Andrea del Ghisione a Borgo Mantovano.
Come si sono organizzate le aziende del vostro Consorzio per accogliere i turisti?
Partendo dalle visite in cantina e dalle degustazioni, che appartengono alla mission delle imprese vitivinicole, negli ultimi anni c’è stato un forte sviluppo degli eventi a tema e dei percorsi tematici fondati sull’arte, sulla musica e sullo spettacolo. Un’altra modalità interessante è quella dei percorsi salutistici, dello yoga nei vigneti e del fitness. L’offerta si sta quindi sviluppando in forme diverse e originali.
E il Consorzio che ruolo ha nella “regia” dell’offerta enoturistica?
L’enoturismo è un compito che i consorzi si sono posti più recentemente, in aggiunta al ruolo storico che è quello legato alla tutela e alla promozione dei vini a denominazione. Le cantine si aspettano un aiuto in ambito turistico, entrando in una sorta di circuito che poi deve essere promosso e comunicato a chi arriva nel nostro territorio.
Un territorio dove l’importanza della cucina è fondamentale. Quali sono i perfetti abbinamenti tra piatti e vini mantovani?
La nostra è una cucina ricca, variegata, tendenzialmente grassa e fondata su ingredienti di altissima qualità. I grandi classici sono i tortelli di zucca e il risotto alla pilota, spaziando poi fino ai pesci di fiume e di lago. Ogni piatto ha il giusto abbinamento: se con il risotto alla pilota l’ideale è il lambrusco, un vino che lavora molto bene “sul grasso” e quindi perfetto anche per accompagnare i salumi, i vini bianchi fermi rappresentano un’ottima scelta per le ricette con pesce d’acqua dolce, mentre con i tortelli di zucca si può scegliere un vino fermo al pari di uno frizzante.
Tra gli eventi legati al mondo del vino, quali sono quelli da non perdere?
Ne cito due. Il primo è la Festa dell’Uva di Monzambano, che si tiene in settembre e prevede non solo le degustazioni dei vini della collina e della pianura, gli stand gastronomici e gli eventi musicali, ma anche la rievocazione storica all’interno del castello medievale. L’altro è la Fiera Millenaria di Gonzaga di inizio settembre, all’interno della quale c’è sempre uno spazio dedicato al mondo del vino.







