Alla scoperta delle cantine di San Colombano al Lambro

Un itinerario enoturistico a pochi chilometri da Milano che conduce alla scoperta delle cantine e dei vini DOC di San Colombano al Lambro, tra colline, borghi storici e abbazie immersi nella campagna del Milanese.
Consorzio San Colombano 03 Poderi San Pietro Casa Valdemagna Castello Belgioioso Faverzani

Milano ha il suo vino. Perché Milano, per chi non lo sapesse, è anche una metropoli e una provincia agricola: dove finiscono i grattacieli, inizia la campagna, si estendono le risaie, fioriscono gli allevamenti e compaiono i vigneti. Bisogna scendere verso il Po, per una quarantina di chilometri da piazza Duomo, attraversando la provincia di Lodi per rientrare in una sorta di “enclave” della provincia milanese che prende il nome di San Colombano al Lambro, borgo che si trova ai piedi di una collina isolata e dove la vite si coltiva fin dai tempi della signoria viscontea. I vini di San Colombano al Lambro sono vini Doc fin dal 1984 e tre anni dopo il prestigioso riconoscimento, si è costituito il Consorzio Volontario Vini Doc San Colombano voluto da 18 produttori, che riunisce le maggiori cantine presenti soprattutto nel comune di San Colombano e in quello di Miradolo Terme, che già appartiene alla provincia di Pavia. Le cantine associate dal consorzio sono otto e producono anche i vini Igt Collina del Milanese: andiamo quindi a scoprirle con questo itinerario partendo, com’è giusto, dal centro di Milano.

 

Il viaggio da Piazza Duomo a San Colombano al Lambro richiede meno di un’ora in automobile, uscendo dall’autostrada a Lodi e proseguendo verso Sant’Angelo Lodigiano per poi scendere lungo la provinciale 19 fino ad arrivare a destinazione. In bicicletta, suggeriamo di far subito tappa alla meravigliosa Abbazia di Chiaravalle, di cui abbiamo già scritto nell’itinerario dedicato ai luoghi di fede, raccontando che esiste la possibilità di pranzare con i monaci e anche di pernottare in loco. Di qui, si prosegue lungo vie secondarie attraversando San Giuliano Milanese, Melegnano e poi giù fino a Sant’Angelo Lodigiano (da visitare il Castello Bolognini), dove la via delle biciclette si ricongiunge a quella delle autovetture. Poco prima di arrivare ai piedi della collina di San Colombano al Lambro e del suo castello, ecco la prima cantina del nostro itinerario. Si tratta di Poderi di San Pietro, realtà fondata nel 1998, di proprietà della famiglia Toninelli che si estende su 60 ettari di colline e che produce un bel numero di etichette (una quindicina in tutto) tra bianchi, rossi e spumanti. Qui potremo fare la prima sosta enoica, perché l’azienda è dotata di un punto vendita con enoteca.
Una caratteristica dell’itinerario di San Colombano al Lambro è quella che, una volta arrivati in zona, le distanze tra una cantina e l’altra sono particolarmente brevi: per raggiungere la nostra seconda tappa, che è la Società Agricola Faverzani, i metri da percorrere sono appena quattrocento. Si tratta di una piccola realtà fondata nel 2013 da una giovane coppia, Marco Faverzani e Valentina Vavassori, che hanno deciso di valorizzare i vitigni del territorio: su prenotazione, i wine lover possono visitare la cantina e degustare i vini come Ecate, premiato tra i cento migliori d’Italia da Golosaria.

 

Altrettanto breve è il passaggio fino all’azienda agricola della famiglia Bassi, Casa Valdemagna, che si trova praticamente davanti al Castello di San Colombano al Lambro, in un antico cortile rurale: la tenuta dispone di quattro ettari vitati, distribuiti in quattro diversi appezzamenti, e presso i suoi locali si svolgono la domenica le degustazioni per provare i vini accompagnati da specialità locali.

 

Dopo aver ammirato e (solo la domenica) visitato il Castello di San Colombano, la cui storia è significativa – fu costruito in epoca longobarda, distrutto dal Barbarossa che poi lo fece riedificare e ampliare, appartenne ai Visconti, ai certosini e poi ai Belgioioso – ci rimettiamo in moto o in sella per puntare verso la località di Camporinaldo, che raggiungiamo dopo un breve scollinamento ammirando i vigneti, e qui si trova l’azienda agricola Aurora Andronio, in attività da circa mezzo secolo, fondata da Ignazio Andronio e poi portata avanti dalla figlia Aurora. Siamo già entrati in territorio pavese e proseguiamo verso il piccolo paese di Miradolo Terme, dove scopriamo l’azienda agricola F.lli Guglielmini, della famiglia Guglielmini, fondata nel 1949, nella cui cantina si organizzano degustazioni e visite tra le “pergole”.

 

Da qui, inizia la via del ritorno verso San Colombano al Lambro, visitando le altre tre cantine del Consorzio di tutela. La prima è quella della famiglia Panizzari, che raggiungiamo percorrendo circa 15 minuti in bicicletta o cinque minuti in auto: nasce alla fine dell’Ottocento e fin da allora si occupa di uva e di vino, e dispone di un agriturismo con cucina, ideale per provare i piatti della tradizione con i vini della tenuta.

 

A due minuti da Panizzari, ecco l’azienda agricola I Germogli, fondata nel 2004, la cui produzione è focalizzata su vino e miele. I loro prodotti sono frutto di lavoro, passione e tanta pazienza, tanto che il fondatore Giancarlo Tosi si considera un vero e proprio “artigiano del vino”.

 

L’ultimo tratto di strada, tutto in discesa, ci accompagna verso il punto di arrivo del nostro itinerario prima di riprendere la via di Milano o, meglio ancora, di goderci una meritata cena nel borgo di San Colombano. L’ottava cantina che visitiamo è quella dei fratelli Francesco e Lorenzo Mazzocchi, produttori di vini bio, con una proposta che comprende un’etichetta San Colombano Doc, due Collina del Milanese Igt e uno spumante extra brut da uve riesling. Prima di concludere questa bella giornata, che decidiate o no di fermarvi a cena, un passaggio d’obbligo è quello all’Enoteca del  Consorzio all’interno del Castello Belgioioso, aperta ogni pomeriggio per approfondire la storia della denominazione e per acquistare i vini che nel frattempo avrete imparato ad amare.

Percorso su Google Maps

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