Chi visita la Lombardia non può non includere, nel suo itinerario regionale, qualche giorno in riva al lago. Anzi: ai laghi. Perché la Lombardia è una terra protesa verso questi romantici specchi d’acqua che ne determinano anche i confini regionali, con il Veneto a est e con il Piemonte (e la Svizzera) a ovest.
Si tratta di un’occasione per scoprire una specifica dimensione gastronomica, fatta di prodotti del territorio, pesce d’acqua dolce e vini tipici e fortemente legati alla tradizione e al consumo locale.
Il microclima del lago è favorevole alla coltivazione della vite e queste zone custodiscono una relazione antica e profonda con il vino, che ne ha accompagnato la storia, l’economia e l’identità culturale.
In questo percorso, che parte dal Garda bresciano e arriva sul lago di Como, c’è tanto da scoprire: natura, storia, arte, vini e prodotti tipici, ma anche diversi piccoli laghi che si aggiungono ai tre “maggiori” (di mezzo c’è anche un passaggio per quello di Iseo).
PRIMO GIORNO: DA DESENZANO A VALTÈNESI
20-30 km a seconda delle deviazioni
Iniziamo dunque dal Lago di Garda, con partenza da Desenzano che si raggiunge in autostrada o in treno per l’eventuale combinazione treno+bicicletta. Siamo nel territorio del Lugana Doc che rappresenta la punta di diamante della produzione vitivinicola benacense e ben si accompagna con ogni materia prima ittica da degustare in uno dei ristoranti caratteristici del bel centro storico di Desenzano o della penisola di Sirmione, ancora meglio se si tratta di pesce di lago. La zona di produzione di questo vino da uve Turbiana corrisponde ai comuni che circondano il lago sul versante meridionale e il consumo, un tempo fortemente legato al turismo estivo e in particolare di lingua tedesca, si sta sempre più internazionalizzando. Salendo però da Desenzano verso Salò, si entra nella Valtènesi dove il colore bianco cede il passo al rosa: qui si producono alcuni dei più prestigiosi rosati italiani con la vinificazione delle uve Groppello, un vitigno autoctono che esprime profumi delicati e un gusto armonioso. Da non trascurare le potenzialità del rosato metodo classico, prodotto con le uve più adatte a questo tipo di vinificazione (Chardonnay e Pinot nero in particolare). E se Desenzano del Garda può essere considerata la capitale del Lugana, grazie anche alla celebrazione del Lugana Festival che si tiene all’inizio di maggio, è invece Moniga del Garda a interpretare lo stesso ruolo nella zona del Chiaretto, grazie anche all’evento Valtènesi in rosa che va in scena a fine maggio-inizio giugno: si tratta della principale manifestazione italiana dedicata ai vini rosati. Da visitare, lungo il percorso: il Castello di Padenghe con vista lago di Garda, il borgo medioevale e il castello di Moniga del Garda, la Rocca di Manerba con il suo suggestivo parco, il centro storico in pietra di Polpenazze del Garda, il Castello di Puegnago dove ad agosto si tiene la Fiera del Vino Groppello.
SECONDO GIORNO: DA VALTÈNESI A GRUMELLO DEL MONTE
Circa 50 km
Da Valtènesi proseguiamo verso Brescia, dove varrebbe la pena di visitare almeno il centro storico con il suo Castello e la celebre Piazza della Loggia, anche se gli appassionati d’auto dovrebbero programmare una sosta al Museo della Mille Miglia che si trova alle porte della città. Tra tratti di piste ciclabili e alcuni passaggi ibridi, arriviamo prima a Gussago e poi proseguiamo verso il corso del fiume Oglio, che attraversiamo in località Castel De’ Conti, entrando così nella provincia di Bergamo. Da qui con una breve deviazione si arriva a Sarnico per godersi la pausa pranzo, perché ci troviamo sul lago d’Iseo dove è possibile degustare un piatto di pesce di lago cotto al forno, come il Coregone o la Tinca tipica della vicina Clusane.
Tornando verso Castel De’Conti, visitiamo il celebre borgo fortificato di Calepio con il celebre Castello Conti Calepio. Ci troviamo in Valcalepio, dove si produce il “vino di Bergamo” con la prima Doc bergamasca, Valcalepio Doc, e con la più recente Terre dei Colleoni Doc, entrambe tutelate dal Consorzio Tutela Valcalepio (istituito nel 1974) che segue anche la Igt Bergamasca. Dedichiamo quindi il pomeriggio a visitare una o più cantine tra quelle aderenti al Consorzio di tutela, approfondendo la nostra conoscenza del territorio che si identifica storicamente nella figura del grande condottiero Bartolomeo Colleoni.
TERZO GIORNO: DA GRUMELLO DEL MONTE A COMO
Circa 85 km
Il terzo giorno del viaggio è il più impegnativo per chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto – con l’auto non ci sono particolari difficoltà – ma nella bella stagione, partendo di buon mattino e senza troppe soste, si può arrivare a destinazione prima del tramonto. Suggeriamo quindi di fissare la prima tappa a Bergamo, raggiungendo la città alta con la funicolare per risparmiare il fiato della salita e visitando la parte più suggestiva del centro storico. Da Bergamo si prosegue in direzione Lecco passando per Curno, Pontida e Cisano Bergamasco, arrivando a lambire il corso dell’Adda per superare il fiume all’altezza del lago di Garlate, il primo di diversi specchi d’acqua che vi troverete ad attraversare nel corso di questa giornata. Da Garlate, con una breve deviazione, si può raggiungere Lecco e “quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”, perdendosi tra citazioni manzoniane e una visita della città capoluogo di provincia.
Per chi non volesse allungare il percorso, si supera Galbiate e lungo la strada si incontrano, nell’ordine, i laghi di Annone, Pusiano e Alserio, il piccolo lago di Montorfano e infine l’altro ramo del Lario, quello “principale”, con il nostro traguardo fissato nel centro di Como. Questo viaggio attraversa il territorio della Igt Terre Lariane, che rappresenta l’identità enoica delle province di Como e di Lecco. Le due zone di produzione più rilevanti sono quelle di Montevecchia nell’Alta Brianza e di Domaso nell’Alto Lario. Tra le varietà coltivate spicca la Verdesa, vitigno autoctono a bacca bianca, ma non mancano i vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon da cui si ottengono vini rossi più strutturati.
Al consorzio hanno aderito 28 cantine e le loro etichette di nicchia stanno guadagnando attenzione grazie a un crescente interesse per vini legati a territori unici e difficili da coltivare.
Lo sviluppo del turismo internazionale sul Lago di Como e del brand Como nel mondo contribuiscono al successo crescente di questi vini, grazie anche alle degustazioni organizzate nelle crociere sul lago, nei resort del Lario e alla svolta enoturistica delle cantine che diventano sempre più meta di appassionati e wine lovers.
