I siti Unesco della Lombardia e le denominazioni del vino

Un itinerario enoturistico e culturale che attraversa la Lombardia toccando dieci siti Patrimonio UNESCO, dalle città d’arte alle Alpi, unendo borghi, paesaggi iconici e grandi denominazioni vinicole, dal Garda alla Valtellina.
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Dieci siti Unesco, e tra questi il primo patrimonio mondiale dell’umanità in Italia in ordine cronologico (l’arte rupestre della Valle Camonica, inserito in lista nel 1979), contraddistinguono la Lombardia. Si aggiungono 7 patrimoni immateriali, 3 Riserve della biosfera riconosciute nell’ambito del Programma MAB (Man and the Biosphere) e 3 città creative (Milano, Bergamo, Como). Un viaggio alla scoperta di questi “tesori” si può unire con la visita delle cantine presenti nei territori, unendo le visite ai siti con le esperienze vitivinicole. Prima di partire, ecco alcuni consigli pratici, iniziando dal periodo migliore: in realtà ogni stagione è perfetta e non esiste un periodo non indicato, anche se con la bella stagione o la primavera le giornate sono più lunghe e le ore di luce contribuiscono a rendere l’esperienza ancora più bella. Il mezzo consigliato è l’auto per raggiungere le zone collinari o montane, ma chi ama la vita all’aria aperta e il turismo attivo farebbe bene a prendere in considerazione la bicicletta (o al limite la motocicletta) come soluzione per stare a diretto contatto con la natura e per evitare problemi di parcheggio. Conviene inoltre prenotare le visite in cantina e verificare gli orari di apertura dei siti Unesco perché nei Sacri Monti o nei Musei ci sono giornate di chiusura o orari ridotti. Per il pernottamento, si può scegliere tra hotel di ogni categoria, piccole locande storiche nelle città, bed & breakfast o agriturismi vista vigneti.

 

Prima tappa: da Mantova a Brescia

Le città di Mantova e Sabbioneta sono patrimonio Unesco dal 2008 e sono state inserite come unico sito in quanto “offrono una testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante” ovvero dei Gonzaga. Siamo in una terra di grandi prodotti gastronomici e di grandi vini, tutelati dal Consorzio Vini Mantovani con sei denominazioni tra Doc e Igt e un’area complessiva di oltre 1.800 ettari a vigneto. Da qui, attraversando il territorio del Lambrusco Mantovano Doc, saliamo verso le colline mantovane per raggiungere il lago di Garda, dove oltre ai vini Garda Doc e Garda Colli Mantovani Doc, abbiamo la possibilità di scoprire le cantine dedicate al Lugana Doc, nella provincia di Brescia. Siamo peraltro nel territorio in in cui si trova la maggiore concentrazione di siti palafitticoli preistorici presenti lungo l’arco alpino, un sito Unesco seriale transnazionale e che in Lombardia vede, oltre al Garda, la presenza delle palafitte neolitiche del Lago di Varese. La tappa successiva ci consente di ammirare un altro patrimonio mondiale da sito seriale Unesco: è il complesso monastico di San Salvatore e Santa Giulia a Brescia, uno dei due presenti in Lombardia tra i siti della serie “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568/774 d.C.)”; l’altro è il castrum di Castelseprio ed il monastero di Torba in provincia di Varese. Questi siti rappresentano l’eredità dei luoghi del potere dei Longobardi in Italia. Gravitando intorno a Brescia, un territorio da non perdere è quello della Bassa Bresciana, zona di produzione dei vini Capriano del Colle Doc e Montenetto di Brescia Igt, sede anche di un parco agricolo regionale. Salendo invece verso nord, raggiungiamo la Valle Camonica, primo sito Unesco d’Italia celebre per le incisioni rupestri (Arte rupestre della Valle Camonica) che raccontano la vita dell’uomo preistorico, dalla religione alla guerra, dalle attività quotidiane fino a simboli astratti.

 

Seconda tappa: da Brescia a Milano

Da Brescia proseguiamo verso est ed entriamo nella provincia di Bergamo attraverso il suo territorio vitivinicolo, tutto da visitare: si tratta della Valcalepio, il cui consorzio dal 1974 promuove e tutela il vino di Bergamo e in particolare la prima doc Bergamasca, il Valcalepio Doc, e la neonata Terre del Colleoni Doc, oltre alla Igt Bergamasca. Dopo aver degustato questi vini e visitato le cantine che li producono, raggiungiamo il capoluogo di provincia. Bergamo è città creativa Unesco per la gastronomia, ma anche rocca inespugnabile (la “città alta”) grazie al suo imponente sistema difensivo costruito dalla Repubblica di Venezia nel corso del XVI secolo. La sua cinta muraria realizzata dalla Repubblica di Venezia richiese 27 anni di lavoro, dal 1561 al 1588, con una spesa superiore al milione di ducati. Queste fortificazioni valgono alla città alta il riconoscimento di patrimonio Unesco all’interno di un sito seriale transnazionale delle “Opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo Stato de Terra- Stato de Mar ” che oltre a Bergamo (soggetto capofila) include le città murate di Peschiera del Garda e Palmanova in Italia, Zara e Sebenico in Croazia e Cattaro in Montenegro. Da Bergamo a Milano, c’è l’Adda da superare, il fiume che oggi segna il confine tra le due province e un tempo separava la Serenissima dal Ducato di Milano, e scegliamo come punto di transito un altro luogo patrimonio Unesco: si tratta di Crespi d’Adda, villaggio operaio realizzato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento dalla famiglia Crespi accanto alla propria fabbrica tessile e concepita come città ideale del lavoro, costruita su misura per i propri dipendenti e le rispettive famiglie. Crespi d’Adda costituisce l’esempio più integro e meglio conservato di villaggio operaio in Europa. Il punto di arrivo di questo secondo giorno pieno di luoghi da visitare è Milano, capoluogo lombardo e città creativa Unesco per la letteratura. Milano può anche vantare un sito patrimonio Unesco: si tratta del Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie, in corso Magenta. Un tempo questa era zona periferica, praticamente campagna, tanto che di fronte al Convento si trova l’antica vigna di Leonardo Da Vinci, che lui stesso coltivava con cura nel periodo in cui si occupava del Cenacolo, dipinto tra il 1495 e il 1498 con tempera su intonaco, su una parete del refettorio di Santa Maria delle Grazie dove i frati si riunivano per consumare i pasti quotidiani. Questo complesso è stato iscritto nella lista Unesco come Patrimonio dell’Umanità nel 1980 e fu il secondo sito italiano nella storia, secondo solo alle incisioni della Valle Camonica: “Una realizzazione artistica unica, di un valore eccezionale universale che trascende tutte le contingenze storiche”, commentò allora la commissione esaminatrice. E il collegamento con il vino è presente fin dal punto di partenza, anche se oggi la vigna di Leonardo, donata nel 1498 da Ludovico il Moro al grande scienziato e artista e tuttora presente nella Casa degli Atellani, non è visitabile.

 

Terza tappa: da Milano ai Sacri Monti

Da Milano ci spostiamo in direzione nord-ovest per scoprire altri due siti patrimonio Unesco. Il primo è quello dei Sacri Monti, che sono gruppi di cappelle e altri complessi architettonici eretti in luoghi d’altura, tra la fine del XVI e il XVII secolo, destinati al pellegrinaggio o ad altri aspetti della vita di fede cattolica. In Lombardia si trovano due dei nove Sacri Monti del sito seriale diventato patrimonio Unesco. Il Santuario di Santa Maria del Monte si trova nella omonima frazione di Varese ed è un luogo di pellegrinaggio dalle origini medievali che si snoda lungo le pendici del Monte Velate, con quattordici cappelle e il santuario. Il Sacro Monte di Ossuccio si trova nel territorio comunale di Tremezzina (Como) ed è costituito dal Santuario della Madonna del Soccorso e da 14 cappelle. Il viaggio in questo caso ben si abbina con la degustazione dei vini tipici della provincia di Como, tutelati dal Consorzio Vini Igt Terre Lariane, e di quelli della provincia di Varese (Ronchi Varesini Igt). La città di Como è il nostro punto di arrivo della terza tappa e oltre ad essere un centro serico di importanza mondiale, è anche città creativa Unesco per l’artigianato e l’arte popolare. Como rappresenta anche la base ideale per salire verso il confine con la Svizzera, dove troviamo un altro sito Unesco che unisce la Lombardia e il Canton Ticino ed è quello di Monte San Giorgio, complesso montuoso che conserva uno dei più importanti giacimenti fossiliferi al mondo del Triassico Medio, un intervallo di tempo geologico compreso tra 247 e 237 milioni di anni fa.

 

Quarta tappa: dal lago di Como alla Valtellina

A questo punto non resta che proseguire verso le montagne più alte della Lombardia, salendo al vertice del Lario per imboccare la via che porta alla Valtellina, zona di produzione di Nebbiolo (Chiavennasca) e di un doppio patrimonio mondiale dell’Umanità: quello immateriale e culturale dell’arte di costruzione dei muri a secco (dal 2018) e quello tutto ferroviario della linea del Bernina, che collega Tirano, in Valtellina con Saint Moritz in Engadina. Concludiamo quindi con un viaggio indimenticabile sul “trenino rosso”, brindando con un calice di vino rosso di Valtellina, l’unica area vinicola italiana che può vantare due Docg (Valtellina Superiore Docg e Sforzato di Valtellina Docg), oltre a una Doc (Rosso di Valtellina) e a una Igt (Alpi Retiche). Un gran finale per un percorso che consigliamo di effettuare con molta calma, per godere della bellezza del territorio e per degustare tutte le eccellenze che può offrire.

 

 

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