Il tour delle abbazie e dei monasteri lombardi, attraverso le denominazioni del vino

Un itinerario slow tra abbazie, monasteri e grandi paesaggi lombardi che unisce spiritualità, arte e vino, attraversando borghi, città storiche e denominazioni vitivinicole dal Po al Lago di Garda fino alla pianura pavese.
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Lombardia terra di abbazie e di turismo religioso. Un itinerario tra i principali centri religiosi della regione rappresenta un’idea originale e suggestiva per costruire la propria vacanza culturale, spirituale e al tempo stesso gastronomica, provando non solo le specialità prodotte all’interno dei luoghi di preghiera, ma anche ristoranti e cantine presenti lungo il percorso, che tocca la maggior parte delle 12 province lombarde e quindi val la pena di impostare con relativa calma. Iniziamo dal corso del Po, nella provincia di Mantova, dove incontreremo il primo “gioiello” di questa serie sacra.

 

Prima tappa: da San Benedetto Po a Sirmione

L’Abbazia di Polirone si trova a San Benedetto Po, che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia. Fu fondata nel 1007 da Tedaldo di Canossa, nonno della celebre contessa Matilde, sull’isola che si trovava tra il Po e il fiume Lirone. L’abbazia ebbe un ruolo fondamentale nella storia del monachesimo italiano ed europeo, tanto da essere definito “la Montecassino del nord”. Nell’itinerario di visita si possono ammirare tutti gli ambienti caratteristici del monastero, rimasti pressoché intatti. Da non perdere la chiesa abbaziale e l’ex refettorio monastico dove si può ammirare il dipinto Ultima Cena di Girolamo Bonsignori. Da San Benedetto Po il percorso sale verso nord, attraversando il centro storico di Mantova – città patrimonio Unesco – e costeggiando il corso del Mincio per poi raggiungere, dopo un parziale sconfinamento nel Veneto, la sponda sud del lago di Garda, a Peschiera, ritornando quindi in Lombardia dove facciamo tappa a Sirmione, al termine di un viaggio di circa 80 km che in bicicletta, se scegliamo di pedalare, è particolarmente gradevole e sicuro perché può essere percorso in buona parte lungo la pista ciclabile che costeggia il Mincio. Si attraversano così i territorio del vino del Lambrusco Mantovano Doc, salendo poi verso le colline mantovane per raggiungere il lago di Garda, dove oltre ai vini Garda Doc e Garda Colli Mantovani Doc, abbiamo la possibilità di scoprire le cantine dedicate al Lugana Doc. A Sirmione visitiamo anche i resti di un monumento del passato: si tratta del monastero di San Salvatore, che fu realizzato all’interno del castrum da Ansa, moglie del re longobardo Desiderio. La chiesa dell’antico monastero è considerata uno degli esempi più interessanti di architettura tardo longobarda; sopravvissuta parzialmente in alzato fino alla metà dell’Ottocento, oggi mantiene soltanto il perimetrale orientale corrispondente all’area absidale e il perimetrale settentrionale per un’altezza di circa due metri e mezzo.

 

Seconda tappa: da Sirmione a Chiaravalle

Il trasferimento dal Garda a Milano permette al viaggiatore “lento” di visitare i territori della Bassa bresciana, dove val la pena di passare per Capriano del Colle alla scoperta dei vini tipici del territorio come il Capriano del Colle doc e il Montenetto di Brescia Igt, tutelati dal Consorzio Montenetto. Da qui, attraverso la parte settentrionale della provincia di Cremona, si raggiunge il Monastero di Santa Maria di Chiaravalle, situato alle porte di Milano. L’Abbazia di Chiaravalle Milanese, fondata da San Bernardo di Clairvaux nel 1135, è uno tra i più importanti complessi monastici italiani, situato in Milano all’interno del Parco Agricolo Sud Milano. Secondo tradizione, tra le antiche mura dell’Abbazia, attorno all’anno Mille, i monaci cistercensi misero a punto la ricetta del Grana Padano, come espediente per conservare l’eccedenza di latte. L’Abbazia è visitabile, ma non solo: si possono anche condividere i pasti con i monaci e si può pernottare all’interno della struttura, versando un’offerta (libera).

 

Terza tappa: da Chiaravalle a Santa Maria di Piona

Il nostro viaggio a questo punto continua lungo la via della Brianza, dove scopriamo le bellezze della città di Monza, tra cui spicca il Duomo dove nella Cappella della regina Teodolida è custodita la Corona Ferrea al cui interno, secondo tradizione, è saldato uno dei chiodi della croce di Gesù. Da Monza saliamo verso Lissone, Giussano, Inverigo per raggiungere Erba e infine Pusiano, nei cui pressi si trova l’Abbazia di San Pietro al Monte, nella suggestiva “Valle dell’Oro”. Attenzione però, perché l’Abbazia è raggiungibile solamente a piedi tramite diversi sentieri di montagna. Si raccomanda un adeguato abbigliamento per la camminata, in particolare scarponi e/o scarpe da trekking. Un gruppo di volontari si occupa della gestione delle visite, su prenotazione dal martedì al venerdì e secondo orari prestabiliti nel fine settimana. Proseguiamo il viaggio lungo il ramo lecchese del Lario, visitando Lecco, Mandello del Lario e approfondendo la conoscenza dei vini delle province di Como e di Lecco, tutelati dal Consorzio Terre Lariane. Raggiungiamo infine l’Abbazia Cistercense di Santa Maria di Piona, in località Olgiasca, un gioiello dell’architettura romanica lombarda visitabile tutto l’anno.

 

Quarta tappa: da Santa Maria di Piona a Legnano

Il ritorno dal Lario apre diverse possibilità di percorso, grazie anche alla presenza dei sistemi di navigazione particolarmente utili nel caso in cui la scelta sia ricaduta sulla bicicletta (trasportabile a bordo per raggiungere la sponda opposta del lago) come mezzo di trasporto. Chi ha invece optato per l’auto potrà scendere da Lecco o risalire fino alla punta di Colico per far ritorno via Como. Da qui, costeggiando il parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, per poi lambire il Parco degli Aironi in località Gerenzano, si arriva a Legnano, centro da visitare sicuramente per la presenza del Castello Visconteo, ma anche per l’Ospizio di Sant’Erasmo, fondato tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300, la più antica istituzione legnanese di beneficenza, la cui origine viene attribuita al frate Bonvesin de la Riva. Il vecchio ospizio fu demolito nel 1926, salvando parti degli affreschi ancora recuperabili della facciata, per essere sostituito dalla nuova struttura inaugurata nel 1927 e che ha conservato l’antica funzione benefica.

 

Quinta tappa: da Legnano a Pavia

A questo punto il nostro viaggio continua lungo il corso del Ticino che iniziamo a intercettare poco dopo il centro storico di Magenta, città nota per una vittoriosa battaglia dell’esercito franco-piemontese contro gli Asburgo che, nel 1959, aprì al Regno sabaudo la strada per la conquista di Milano. Dopo aver visitato la Basilica di San Martino e il Teatro Lirico, proseguiamo verso Robecco sul Naviglio e Abbiategrasso, centri che segnano il passaggio verso la Lombardia delle risaie, per poi arrivare a Morimondo, dove si trova un complesso monastico di primaria importanza, visitabile su prenotazione. E sempre lungo la via del Ticino, che arriverà poi nel centro storico di Pavia, continuiamo il nostro viaggio fino alla deviazione per la Certosa di Pavia, complesso monumentale edificato tra la fine del XIV e il XV secolo, per volere di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano. La chiesa e il convento furono in origine affidati alla comunità certosina, poi a quella cistercense e, per un breve periodo, anche ai benedettini. Oggi è sede di un Museo dove sono conservate le opere d’arte provenienti dalla Certosa, con dipinti di Luini, Bergognone e Bartolomeo Montagna.

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