Un itinerario alla scoperta del Garda, dei colli morenici e del vitigno Turbiana che si coltiva in questo territorio. Nei cinque comuni di Desenzano, Lonato, Pozzolengo e Sirmione in Lombardia, e di Peschiera nel Veneto, nasce il Lugana Doc, nome originato dall’omonima località che si trova vicino a Sirmione. Un vino secco, sapido e profumato, che si può gustare nelle sue cinque differenti tipologie (base, superiore, riserva, spumante e vendemmia tardiva) ed è ideale per accompagnare i piatti del territorio, a partire da quelli con il pesce di lago e di fiume.
Cominciamo il viaggio dunque da Desenzano, il più popoloso tra i comuni del lago di Garda, che rappresenta anche l’ideale punto di partenza perché può disporre di una stazione ferroviaria dove fermano anche i treni ad alta velocità e un casello autostradale a breve distanza dal centro storico. Desenzano inoltre, con Pozzolengo, è il comune che ospita più aziende vitivinicole produttrici di Lugana Doc.
Prima di avventurarsi tra le cantine, è il caso di visitare il centro storico di Desenzano, con il suo Duomo costruito alla fine del Cinquecento, il lungolago con i tanti locali e ristoranti che inducono a una sosta, il porto vecchio realizzato durante il dominio della Serenissima, la Villa romana scoperta casualmente nel 1921 e considerata la più importante testimonianza delle grandi ville tardo antiche dell’Italia settentrionale, la terrazza dell’antico castello da dove si può ammirare uno dei panorami più belli dell’intero Garda. Ed è già tempo di cominciare le visite alle cantine.
Tra quelle che offrono accoglienza ai wine lovers compaiono, per esempio, Armea, nella omonima località, un agriturismo con produzione di vini e possibilità di pernottamento. L’azienda agricola di Marida Benedetti, in via Lavagnone, è dotata di wine shop con possibilità di degustare i suoi vini, mentre la Cascina le Preseglie, oltre al pernottamento, propone la formula yoga and tasting. Tra i big della denominazione compare certamente Cà Maiol, che fa parte del gruppo Herita Marzotto e al proprio interno organizza tour di visita dei vigneti e della cantina, degustazioni ed eventi. Avvicinandoci a Sirmione, troviamo prima la cantina Casello Bondoni, nella via omonima, e poi Cascina Maddalena Lugana, che organizza eventi come il picnic in villa, la cena in vigna e le lezioni di cucina. A San Martino della Battaglia, nei pressi della torre che ricorda una delle pagine più importanti della nostra storia risorgimentale, ci sono la Società agricola Olivini, che offre tour alla scoperta dei suoi vini e del suo olio extra vergine di oliva, e poi Sgreva, con punto vendita dove si fanno le degustazioni con i prodotti del territorio. Montonale, in località Conta, ha a disposizione un wine shop interno e propone diverse formule anche con assaggi di vecchie annate. Altre aziende aperte al pubblico sono La Rifra in località Pilandro a San Martino della Battaglia, la Pilandro sempre nella stessa località, la Milan Bordignon in via Colli Storici, la Selva Capuzza non lontano dalla torre di San Martino con possibilità di pernottamento e ristorazione e la piccola Tenuta Corbari a conduzione familiare.
Sirmione è la perla del Garda, un borgo magico dove val la pena di visitare sicuramente il castello scaligero, le grotte di Catullo situate proprio sulla punta della penisola e che rappresentano i resti di una dimora romana, probabilmente fu la residenza del poeta, le sue belle spiagge e le sue terme. Dopo aver visto l’essenziale di questa località che si trova esattamente a metà del lago sulla sponda sud, andiamo a scoprire le cantine iniziando dalla più grande, e si tratta di Cà dei Frati che si trova in località Lugana e offre possibilità di pernottamento, ristorazione e anche una speciale esperienza domenicale a cantina chiusa. In località Rovizza si trova l’azienda agricola Ca’ Lojera, e in via Borghetta ecco l’omonima Cascina Borghetta dove si può provare l’esperienza del pranzo in cantina. Al confine con il Veneto c’è la società agricola di Pasetto Emilio e a poca distanza, praticamente in riva al lago, troviamo Villa Onofria, ideale per pernottare o per assicurarsi il posto in vigna per un picnic.
La tappa successiva è Pozzolengo, naturale balconata dell’anfiteatro morenico su una terra ricca di vigneti e prati, con il suo possente castello di origine medievale, le torbiere, la villa Albertini e la storica Abbazia di San Vigilio eretta nel 1104 dai monaci benedettini. Qui l’elenco delle cantine da visitare è davvero nutrito, perché tra i colli di Pozzolengo si trova il maggior numero di produttori di Lugana Doc. In ordine alfabetico troviamo Antico Gelso in località Ballino, la cooperativa sociale onlus La Caccia con il suo borgo che ospita eventi e cene in vigna, la società agricola Bosco che organizza degistazioni all’aperto di vini e salumi del territorio, Cantina Bulgarini in località Vaibò e Ceresa in località Cascina Ceresa, Cantina Loda in località Rondotto con ristorante e pernottamento, la società agricola di Patrizia Cadore dove si organizzano picnic in vigna, Castrini che ha come evento clou la gita in carrozza tra le vigne, Cobue che oltre al pernottamento offre anche una Spa privata e l’aperitivo al tramonto tra i vigneti. E poi troviamo l’agriturismo Feliciana dove si mangia e si può pernottare, l’azienda dei fratelli Zenegaglia, Malavasi Vini che organizza il tour tra i vigneti, Marangona nella omonima località, Oselara, Poggio al Garda con le sue formule yoga e con i percorsi bike&wine, Tenuta Roveglia in località Roveglia e la società agricola Zamichele, sempre a Roveglia, e infine Zenegaglia in via Longarone.
Per raggiungere Lonato del Garda, possiamo tornare verso la Torre di San Martino o in alternativa prendere la via per Centenaro, bypassando Desenzano per arrivare dritti a questo comune famoso per la sua rocca, una delle fortificazioni più estese della Lombardia. Da non perdere una visita alla Casa del Podestà, monumento nazionale, con la biblioteca da 52mila volumi che appartenne al senatore Ugo Da Como. Nel frattempo, lungo la strada per Lonato, incontriamo le cantine Perla del Garda, con le sue dieci diverse proposte enoturistiche, e Saottini, che organizza eventi e tavolate tra i vigneti. Il nostro itinerario si conclude con il ritorno a Desenzano per un’ultima occhiata d’ammirazione al Garda, prima di riprendere la via di casa.
