Rosa ma non solo, il tour della Valtènesi

Un itinerario nel cuore del Garda bresciano alla scoperta della Valtènesi, tra borghi lacustri, castelli e cantine specializzate nei grandi rosati e negli altri vini del territorio.
Desenzano 2 Moniga San Felice Del Benaco Salo Vittoriale Padenghe Bedizzole

Il Garda bresciano è sempre più in grado di attrarre visitatori occasionali e turisti più stanziali che desiderano unire la vita di lago con la scoperta dei prodotti e dei sapori locali, e con l’arte e la cultura, che in questa zona offrono diversi punti di attrazione, alcuni molto noti come il Vittoriale a Gardone Riviera, altri meno noti e tutti da scoprire. E poi c’è il vino, orgoglio di un territorio che ha costruito la propria fama nazionale e internazionale sulla categoria dei rosati. Valtènesi però non significa solo Chiaretto. La stessa denominazione Valtènesi comprende, oltre Riviera del Garda Classico rosato, anche le categorie dei vini rossi, dei bianchi e gli spumanti rosè. Ci sono poi le altre denominazioni del territorio come la Igt Benaco bresciano (bianchi e rossi) e la Doc San Martino della Battaglia (da uve Tocai minimo 80%). Un itinerario di viaggio in Valtènesi rappresenta pertanto l’occasione per approfondire un territorio che ha il vino nel dna e per unire le visite in cantina a quelle nei borghi, nei musei e anche qualche bel momento di vita da lago. E visto che le cantine sono numerose in questa zona, suggeriamo di suddividere il percorso in un paio di giornate, per dedicare più tempo alle visite che intenderemo effettuare.

 

 

PRIMO GIORNO, DA DESENZANO A SALÒ

Partiamo da Desenzano, il più popoloso tra i comuni del lago di Garda, che rappresenta anche l’ideale punto di partenza perché può disporre di una stazione ferroviaria dove fermano anche i treni ad alta velocità e un casello autostradale a breve distanza dal centro storico. Visitiamo il centro storico di forte impronta veneziana e ammiriamo il Duomo costruito alla fine del Cinquecento, il lungolago con i tanti locali e ristoranti che inducono a una sosta, il porto vecchio realizzato durante il dominio della Serenissima, la Villa romana scoperta casualmente nel 1921 e considerata la più importante testimonianza delle grandi ville tardo antiche dell’Italia settentrionale, la terrazza dell’antico castello da dove si può ammirare uno dei panorami più belli dell’intero Garda. Ed è già tempo di cominciare le visite alle cantine, spostandoci verso Padenghe sul Garda dove incontriamo realtà come Opera Roses, uno specialista del rosè ma anche produttore di gin e vermouth, e come Pratello, cantina biologica con resort e centro benessere. Il borgo di Padenghe merita una visita per il suo duomo e ancor più per il castello edificato nel 1145 e dal quale si può ammirare un panorama molto suggestivo sul lago di Garda.

Proseguiamo ora verso Moniga del Garda, la “città del Chiaretto”, anch’essa dotata di un castello ottimamente conservato e risalente a prima dell’anno Mille. Oltre alle degustazioni del vino rosa locale, se è una bella stagione val la pena di fermarsi un po’ a Moniga per le sue belle spiaggette e per un pranzo o più semplicemente una pausa caffè (o Chiaretto) su un tavolino all’aperto. L’elenco delle cantine presenti nel territorio comunale è nutrito. C’è Costaripa, la cantina del celebre winemaker Mattia Vezzola, dove val la pena di provare anche qualche bollicina metodo classico, oltre al rosato fermo. Ci sono poi le Cantine La Pergola, con vini bio certificati, e Monte Cicogna, che offre camere e suite vista lago, e infine Turina Vini, con cent’anni di storia alle spalle e varie esperienze da offrire ai turisti e ai wine lover. Nella vicina località di Soiano incontriamo Divinorosso, produttrice di vino e olio extra vergine di oliva. La strada che costeggia o lambisce il Garda ci porta fino a Manerba, altro centro e altra rocca difensiva con le rovine di un castello medievale, ma non solo: qui troviamo anche un museo civico archeologico, una spiaggetta con sabbia bianca importata dai Caraibi (spiaggia Baia Bianca) e diverse chiese da visitare. Per le cantine, i nomi sono quelli di Avanzi (vino e olio, con quattro tenute sulla sponda bresciana del Benaco), Novello Cavazza (che produce anche cosmetici naturali) e di Taver, che è anche agriturismo con cucina basata sui prodotti dell’azienda agricola e naturalmente con i propri vini.

Tra Manerba e San Felice, nella parte più interna, si trovano i due comuni con il numero più consistente di cantine. Il primo è Pugnago del Garda, che ospita pure la Casa del Vino della Valtènesi, vera e propria vetrina del Consorzio di tutela e dei suoi vini. Qui, negli spazi vista lago di Villa Galnica, è possibile degustare – anche seguendo dei percorsi esperienziali – tutte le tipologie tutelate dal Consorzio. L’elenco dei produttori con base a Pugnago è lungo: da Franzosi, dove si trovano varie specialità gastronomiche, a Comincioli, celebre per i suoi oli Evo; da Conti Thun, boutique winery con resort e organizzazione di eventi in vigna, a Delai, che offre otto diverse formule di tasting in azienda; da Fattoria Ca’ Granda, che organizza degustazioni tre volte la settimana in una sala di origine quattrocentesca, a La Basia, realtà familiare con centro ippico e piazzole barbecue. E poi ci sono le cantine La Meridiana (vini e oli bio), Le Videlle con il suo relais de charme realizzato in una casa colonica del Seicento; Leali di Monteacuto, dove si può degustare anche una bollicina rosè, e Pasini San Giovanni, con la sua scenografica cascina fresca di una ristrutturazione in chiave design; Scolari, con le sue linee prestige come la Cavaliere del Lago, e Videlle Bionatura, con i suoi oli monovarietali e cuvèe, per concludere con la piccola cantina di Fabio Vivenzi.

L’altro comune che incontriamo prima di San Felice del Benaco è Polpenazze, che gli appassionati di eventi del vino conoscono per la sua ormai consolidata Fiera del Vino (nel 2026 si celebra l’edizione numero 74), e che merita una visita per la bellezza del borgo antico, per il suo castello e per tante interessanti cantine che passiamo qui in rassegna. C’è Bottenago, con tanto di parco e bio lago, e c’è Due Pini dove padre, madre e quattro figli lavorano insieme per produrre vini bio. Fioralba è un agriturismo con piscina che produce vino e olio bio, e anche i fratelli Bergognini dispongono dal 2024 di un agriturismo con piscina e solarium. Il Roccolo organizza degustazioni in azienda, Sincette ha scelto la via della biodinamica e L’Ulif produce vini e oli bio. Podere dei Folli è uno specialista del vino rosa e si occupa di questo settore da quattro generazioni, Bariselli è una piccola azienda familiare tipica del territorio, Vedrine nasce dopo una tremenda grandinata che sancisce, con il rinnovamento dei vigneti più danneggiati accompagnato dalla scelta del passaggio al biologico e alla apicoltura. Infine, Zaglio è una piccola cantina familiare che organizza tasting a ritmo di musica live.

San Felice ha un nome che non sembra essere legato al santo, bensì al latino sinus felix, insenatura felice. Si tratta di un caratteristico borgo lacustre, come la sua frazione Portese, e nel suo territorio si trova il Santuario della Madonna del Carmine, bell’esempio di architettura gotico-lombarda con influenze romaniche. Ci sono anche due cantine da visitare: Le Chiusure, che si trova in un edificio rurale del XVII secolo nella parte più antica del borgo di Portese, e Palazzo Trevignane con l’azienda vinicola della famiglia Novelli che si inserisce all’interno della tenuta comprendente un palazzo del Seicento oggi trasformato in casa vacanze.

Superata San Felice, sul Benaco, facciamo tappa a Salò che rappresenta l’ideale conclusione di questa prima giornata di viaggio. In questa città caratterizzata dalla presenza di fascinosi palazzi di epoca veneziana, come la celebre Porta dell’Orologio, possiamo ricaricare le pile o approfittare per salire un po’ più a monte del lago, fino ad arrivare a Gardone Riviera per visitare il Vittoriale degli Italiani, che fu la residenza museale di Gabriele D’Annunzio.

 

 

SECONDO GIORNO, RIENTRO A DESENZANO

L’itinerario del secondo giorno ci porta a conoscere le altre cantine di Valtènesi, che si trovano nella parte più esterna rispetto al Garda. Iniziamo quindi da Roè Volciano, nelle immediate vicinanze di Salò, dove si trova la piccola azienda Agricola Ggg di Massimiliano Gaoso (produzione di vino e olio Evo) e poi ci spostiamo verso Gavardo dove all’imbocco della Valle Sabbia si trova l’azienda agricola di Samuele Casella.

A Muscoline c’è la panchina gigante del Chiaretto, luogo particolarmente instagrammabile, e nei dintorni del borgo rurale ci sono le cantine di Cascina Belmonte che oltre ai vini produce anche nettari di frutta, La Guarda con un nuovo wine shop e diverse formule di tasting tra cui i picnic in vigna, e Pietta che oltre ai vini Doc Valtenesi produce anche due etichette di Garda Classico.

A Calvagese della Riviera, località situata su un’altura collinare di origine morenica, troviamo i resti del castello quattrocentesco e quattro cantine che meritano una visita: La Torre, giunta alla quarta generazione familiare; Redaelli De Zinis, in attività dalla fine del Seicento; Averoldi, con le sue antiche cantine nella seicentesca casa padronale; e Zatti, azienda certificata bio.

Volendo proseguire verso Brescia, si trova in località Botticino la cantina Scarpari Felice, in attività dal 1910 ma forte di una tradizione familiare avviata cinquecento anni fa. Il nostro percorso tuttavia prevede il rientro verso Desenzano e attraversa le località di Carzago Riviera e Bedizzole. In quest’ultimo paese si possono visitare il castello e la pieve di Pontenove con gli affreschi e i resti del battistero, ma anche le ultime cinque cantine del nostro itinerario prima di far rientro su Desenzano. Antica Corte ai Ronchi, azienda della famiglia Pasini, unisce l’attività vitivinicola e olivicola all’alloggio agrituristico; l’azienda agricola di Francesco Averoldi si trova nel pittoresco e antico Borgo di Cantrina, appoggiato sui residui morenici a ridosso del fiume Chiese; Cantrina a conduzione familiare, produce vini bio secondo una filosofia di “libero esercizio di stile”; Le Gaine offre degustazioni con tre o cinque vini in abbinamento ai prodotti del territorio; L’Unicorno è un agriturismo boutique con vigneti, olivi, alberi da frutta con agricoltura bio e dieci camere in un palazzo del 1654. Da qui, il rientro su Desenzano e sul territorio del Lugana è questione di minuti.

 

Percorso su Google Maps

Durata suggerita:

Itinerario

Stagionalità

Target

Fascia di mercato

Tipo di esperienza

Lista valori

Altri itinerari

Sei sicuro di voler uscire?