La provincia di Mantova, terra dei Gonzaga, offre borghi affascinanti, paesaggi fluviali, gioielli rinascimentali e alcune delle produzioni Dop e Igp più apprezzate in Italia e nel mondo: dai due principali protagonisti della scena dei formaggi stagionati di latte vaccino (Grana Padano Dop, a nord del Po, e Parmigiano Reggiano Dop la cui produzione è consentita da disciplinare a sud del grande fiume) alla frutta (melone mantovano Igp, pera tipica mantovana Igp), al riso vialone nano mantovano, ai dolci della tradizione come la Sbrisolona e l’Anello di Monaco, alle carni suine e bovine e, naturalmente, ai vini mantovani DOP e IGP tutelati da due consorzi (Consorzio Garda, Consorzio Vini Mantovani).
PRIMO GIORNO
35 km, 55 minuti in auto, 120 minuti in bicicletta
Andiamo dunque alla scoperta di questo territorio partendo da Desenzano del Garda (raggiungibile anche in treno per chi arriva con bicicletta a seguito) per raggiungere Castiglione delle Stiviere, porta della provincia di Mantova e, con la vicina Castel Goffredo, polo di riferimento mondiale per la produzione di calze e intimo (con ottime possibilità per chi intende fare shopping).
Lungo il percorso troviamo le terre di produzione dei vini tipici del Garda: dalla doc Lugana, nella parte bresciana, alle doc Garda per le bollicine e Garda Colli Mantovani per i vini bianchi (Chardonnay, Riesling e Pinot bianco, ideali da abbinare ai piatti di pesce di lago), rosati e rossi (Merlot, Cabernet Sauvignon e Marzemino).
Siamo nel territorio delle colline moreniche, che rappresentano una meta perfetta per una vacanza rilassante e ricca di scoperte: tra queste, il Castello di Solimago, luogo ideale per trascorrere qualche giorno di relax tra i colli morenici di Solferino perché nei locali annessi alla dimora patrizia di Palazzo Fattori, edificata nel Settecento, sono disponibili sei appartamenti ristrutturati secondo i principi della bio-architettura.
E poi una tappa obbligata è rappresentata da Solferino, teatro della celebre battaglia del 1859, e il Memoriale della Croce Rossa, che ricorda la nascita di questa organizzazione umanitaria.
Da qui, spostiamoci leggermente verso nord per visitare prima Castellaro Lagusello, inserito tra i “Borghi più belli d’Italia”, e poi Volta Mantovana, con il suo splendido Palazzo Gonzaga e i giardini all’italiana.
SECONDO GIORNO
40 km, 45 minuti in auto, 120 minuti in bicicletta
Dopo aver ammirato la parte nord della provincia, scendiamo verso Mantova città lungo il corso del Mincio. Poco prima di entrare nel capoluogo, è necessaria una sosta al celebre Santuario delle Grazie, la cui costruzione risale all’inizio del Quattrocento per volere di Francesco I Gonzaga come voto alla Madonna durante una delle tante pesti che afflissero la città.
Qui si trova anche una celebre trattoria, Locanda delle Grazie, dove ogni anno a Ferragosto, al sorgere del sole, si celebra la tradizione della fetta di cotechino da degustare con un calice di Lambrusco: il cotechino delle Grazie ha ottenuto il marchio di De.Co (denominazione comunale).
A Curtatone, comune del Parco del Mincio, inizia a formarsi il Lago Superiore originato dal Mincio e che insieme al Lago Inferiore caratterizza l’unicità della città di Mantova, patrimonio mondiale dell’umanità.
Da non perdere, in città, i gioielli lasciati dalla grande dinastia che vi regnò: Palazzo Ducale, Palazzo Te, Castello di San Giorgio e la magnifica Piazza delle Erbe, a cui si aggiungono diverse chiese e a uno dei teatri più belli d’Italia, quello Scientifico del Bibiena.
La visita di Mantova richiede almeno una giornata, di conseguenza è il luogo ideale per pernottare e soprattutto per godersi una cena con i piatti della tradizione: tortelli di zucca (da condire con abbondante burro e Grana padano dop), risotto alla pilota e, tra i dolci, la Sbrisolona o l’anello di Monaco.
TERZO GIORNO
45 km, 50 minuti in auto, 140 minuti in bicicletta
Lasciando la città alle spalle e dirigendosi verso le campagne, si entra in un mondo fatto di filari ordinati, cascine storiche e cantine a conduzione familiare. Siamo dunque nella terra del Lambrusco Mantovano Doc, compresa tra il fiume Oglio e il Po, prodotto nelle due sottozone del Viadanese-Sabbionetano e dell’Oltrepò mantovano: la sua particolare acidità lo rende ideale nell’abbinamento con i piatti della tradizione e in particolare con i salumi che, nella Bassa mantovana, sono un prodotto-vanto. Il viaggio lungo la Bassa mantovana e la terra del Lambrusco è l’occasione per visitare Sabbioneta, la “città ideale” rinascimentale voluta da Vespasiano Gonzaga, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità nel 2008 insieme a Mantova. Oltre al Palazzo Ducale e al Palazzo della Ragione, a Sabbioneta si può visitare la dimora storica Villa Cantoni Marca, antica residenza estiva di una famiglia laziale, oggi utilizzata come dimora di charme e come ristorante, perché al suo interno si trova L’Osteria dei Capuccini. La località successiva, Casalmaggiore, ci porta già nella provincia di Cremona.
