Una piccola altura a sud di Brescia, un luogo dove si porta avanti con fierezza una tradizione agricola secolare oggi rappresentata da una Doc, Capriano del Colle, e una Igt, Montenetto di Brescia. Oltre ai vini, il territorio del Monte Netto, parco agricolo regionale della Lombardia, offre borghi, chiese, cascine storiche e percorsi della memoria contadina. Ci muoviamo in un territorio tutto sommato piccolo e che si può visitare anche in un solo giorno, preferibilmente a piedi o in bicicletta. Iniziamo dunque il nostro viaggio da Capriano del Colle, che merita una passeggiata alla scoperta del suo centro storico dove ammireremo la chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio, con interni barocchi e opere pittoriche locali, e i resti del castello medievale con belvedere sui vigneti. Tra una visita e l’altra, date un’occhiata alle antiche corti rurali e case agricole porticate, testimonianza della civiltà contadina del Montenetto.
Ma è già tempo di cantine, e non lontano dal centro del paese troviamo Bertolotti, generazioni di vignaioli innamorati del proprio lavoro e con una crescente attenzione al rispetto per l’ambiente. Ed è a ben poca distanza che Lazzari ha la propria cantina dove organizza eventi privati su richiesta. La famiglia Lazzari coltiva vigne sul Monte Netto dalla fine dell’Ottocento, ma è dagli anni Novanta che inizia a produrre Capriano del Colle Doc e a preparare il terreno per le ricerche che si sono sviluppate negli anni seguenti. Oggi le vigne Lazzari si estendono per 9 ettari, suddivisi tra Vigna Finiletti, Vigna Le Brede e il Brolo di San Lorenzo, che donano tutte le uve necessarie per i vini prodotti.
Da qui prendiamo la via che ci porta verso Poncarale, l’altro dei paesi a far parte del territorio del Monte Netto. Si tratta di un piccolo paese di campagna, la cui principale attrattiva è data, naturalmente, dalle cantine e dai sentieri per fare trekking ammirando i terreni vitati. Da vedere comunque c’è la chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, con elementi tardo-rinascimentali.
Qui c’è la cantina Rinaldi, che è una micro-azienda a conduzione familiare, fondata sulla saggezza del nonno Rino, tramandata con passione al nipote Paolo e oggi produttrice di circa 10mila bottiglie di quattro diverse tipologie di vino.
Da Poncarale inizia il nostro percorso per il rientro verso Capriano del Colle, attraversando il cuore del Monte Netto, la cui altitudine (133 metri) non è particolarmente impegnativa neanche se si pedala lungo le sue strade. La prima cantina che incontriamo, allontanandoci da Poncarale, è Tenuta La Vigna, dove dal 1870 la famiglia Botti si occupa di viticoltura con otto ettari distribuiti fra Marzemino, Sangiovese e Merlot per i rossi, Trebbiano e Chardonnay per i bianchi. Un grande vanto di questa impresa sono i progressi ottenuti in ambito di viticoltura sostenibile, sviluppata combinando diverse strategie che applicano il lato positivo di ogni metodo. La successiva cantina, di Pietro Podestà, si trova su una dolce collina alluvionale e nasce nel 1980 dal desiderio del fondatore di recuperare e far rinascere, attraverso la coltura della vite e la produzione del vino, le origini agricole di famiglia. Fa una produzione limitata di vini di ottima qualità, vinificati all’interno di una cantina interrata sotto la collina del vigneto e con energia da fonti rinnovabili.
La tappa seguente ci porta da Beccalossi, a Fenili Belasi, costituita da 8 ettari vitati di cui 30% Marzemino, 40% Merlot, 15% Chardonnay e 15% Turbiana. Il metodo di lavoro di Beccalossi è improntato alla sostenibilità, convinti che utilizzare al meglio le risorse della terra sia il modo migliore di lavorare.
Infine, poco prima di rientrare a Capriano del Colle, attraversiamo il cuore del Monte Netto e raggiungiamo la nostra ultima tappa: Cantina San Michele, diretta attualmente da due giovani produttori, che ha voluto assecondare le caratteristiche del Monte Netto, la sua originalità agricolo-paesaggistica e, soprattutto, il suo isolamento, attuando una conversione al biologico dei propri vigneti. E dopo aver visto San Michele, siamo già a Capriano, soddisfatti per aver scoperto un territorio piccolo e al tempo stesso prezioso.
