La Valtellina vanta un record: quello di essere il territorio vinicolo terrazzato più esteso in Italia. Si tratta dunque di viticoltura eroica, frutto di un lavoro che gli agricoltori hanno portato avanti per secoli e che oggi caratterizza la geografia dell’alta valle dell’Adda, dove la vite è una vera e propria missione per le comunità che se ne prendono cura, componendo così il patrimonio culturale e paesaggistico della provincia di Sondrio. Naturalmente, non tutta la valle si prestava a questa attività che si è concentrata sulle parti più esposte al sole: perché per dare vino buono, l’uva deve giungere a maturazione. A maggior ragione qui, in un territorio dove la temperatura può scendere a valori molto bassi anche durante la bella stagione.
Visitare la Valtellina diventa pertanto l’occasione per scoprire gli scorci più suggestivi di questo patrimonio unico al mondo. E i wine lovers possono disporre di tante possibilità di viaggio, a cominciare da quella active (in chiave trekking) della cosiddetta “Via dei Terrazzamenti”. Si tratta di un percorso di 70 km di lunghezza, alle pendici delle Alpi Retiche, che collega Morbegno a Tirano, e che esprime il massimo del suo potenziale nelle stagioni intermedie: d’autunno, quando i vigneti assumono le tonalità tipiche del foliage, e in primavera, quando le piante iniziano a germogliare.
L’esposizione al sole e l’altitudine compresa tra 300 e 700 metri sul livello del mare consentono di poter fare quest’escursione anche nelle migliori giornate d’inverno, quando però occorre fare i conti con il numero di ore di luce.
PRIMO GIORNO: da Morbegno a Berbenno.
25 km circa, tempo di percorrenza 8-10 ore
Dalla partenza si sale fino a raggiungere il percorso a mezza costa, dopo aver attraversato l’Adda al ponte pedonale e ciclabile di Ganda, simbolo della città e dotato di tre splendidi archi a pietra. Nel borgo di Dazio, con una breve deviazione si può ammirare il Bosco incantato di Dazio con le sue sculture in legno e il percorso ad anello per le passeggiate da fare anche con i bambini a seguito.
Si attraversa poi la località di Ardenno, punto di partenza per le escursioni verso l’Alpe Granda, il Lago di Scermendone e la Colmen di Dazio, dove si può visitare la collegiata di San Lorenzo, risalente al 1497, e la chiesa della Beata Vergine del Buon Consiglio nella frazione di Gaggio. Da qui, dopo aver attraversato le località di Villapinta, Ronco e Pedemonte, si arriva a Berbenno di Valtellina, il borgo dove in primavera si prepara un dolce tipico, la Cotizza, il cui ingrediente principe è l’erba di San Pietro, dalle numerose proprietà officinali (digestiva, disinfettante, cicatrizzante e diuretica).
SECONDO GIORNO: da Berbenno a Chiuro
30 km circa, tempo di percorrenza 8-10 ore
Da Berbenno si parte in direzione Postalesio, la cui principale attrazione è rappresentata dalla Riserva Naturale delle Piramidi di Postalesio, raggiungibili dal centro del paese, e poi si continua verso Castione Andevenno dove in località Ganda si trova un sito archeologico con incisioni rupestri. Questo paese ospita a luglio il “Ciapél d’Oro”, il più antico concorso enologico valtellinese, che celebra i vini locali con degustazioni, musica e trekking tra i vigneti.
A Triangia, la presenza di una panchina gigante fa da preludio all’ingresso nel centro di Sondrio dove val la pena di fermarsi per vedere Castel Masegra (costruito nel 1048), i palazzi storici del centro e di attraversare la suggestiva Passerella sulle Cassandre.
Dopo Sondrio, a Montagna in Valtellina, immerso nei terrazzamenti vitati troviamo Castel Grumello, che è un bene del Fai e uno dei simboli della Valtellina. Poggiridenti, il borgo successivo, è il più piccolo comune per estensione di tutta la Valtellina e siamo nella sottozona Inferno, ben nota ai wine lovers.
Proseguiamo per Tresivio, noto per il maestoso Santuario della Santa Casa Lauretana, che custodisce una riproduzione della casa di Nazareth con la Madonna Nera, e per il percorso del Calvario con il suo viale alberato, le stazioni della Via Crucis e la chiesa di San Giovanni.
Siamo ormai in dirittura d’arrivo verso la fine della seconda tappa con il passaggio per Ponte in Valtellina e l’ingresso a Chiuro, nel cui centro storico si trova la più celebre cantina della Valtellina: Nino Negri.
TERZO GIORNO: da Chiuro a Tirano
20 km circa, tempo di percorrenza 7-8 ore
Salendo verso Castionetto, il percorso conduce poi in località Vangione Superiore per raggiungere il luogo che dà il nome alla valle ovvero Teglio, centro di riferimento anche per la cultura gastronomica della Valtellina, essendo la patria dei pizzoccheri. Da non perdere, in questo borgo slow, la Torre De Li Beli Miri, in posizione panoramica, e una visita a Palazzo Besta, una delle dimore rinascimentali più belle della Lombardia e unico museo statale della provincia di Sondrio. La passeggiata continua fino ad arrivare a Bianzone, dove si possono ammirare gli spettacolari terrazzamenti della sottozona di Valgella, Tenuta La Gatta (un antico monastero oggi sede di un’azienda vitivinicola) e l’Ecomuseo delle Terrazze Retiche di Bianzone. Il percorso si conclude a Tirano che è un centro nevralgico non solo dal punto di vista logistico, essendo situato ai confini con la Svizzera ed essendo il punto di partenza della celebre ferrovia del “Trenino rosso del Bernina”, ma anche dal punto di vista religioso, con la presenza del Santuario della Madonna di Tirano edificato nel luogo dove, secondo la tradizione cattolica, il 29 settembre 1504 la Madonna apparve al beato Mario Omodei promettendo la cessazione dell’epidemia di peste, e che è la meta di arrivo del Cammino mariano delle Alpi.
