Sono ben 13 le varietà di Lambrusco che compaiono nel Registro del Masaf e tra queste compaiono le varietà coltivate nel territorio lombardo come il Lambrusco Viadanese – detto anche Grappello Ruberti dal nome dell’agronomo di Quistello che lo considerava uno dei migliori vitigni – che è il più “tipico” della provincia di Mantova, dove comunque sono diffuse le varietà coltivate anche nelle province confinanti emiliane (Reggio Emilia, Modena e Parma) come il Lambrusco Maestri, Lambrusco Mariani, Lambrusco Salamino, Lambrusco Grasparossa e Lambrusco di Sorbara.
Si tratta di vitigni selvatici presenti in tutta Italia fin dall’antichità, tanto che già latini utilizzavano il termine “Vitis lambrusca” (da labrum, margine dei campi, e ruscum, pungitopo, per esteso “pianta spontanea”) per definire questi vitigni che davano acini piccoli e aspri e non venivano generalmente utilizzati per la vinificazione.
Oggi invece il vino Lambrusco è una delle peculiarità italiane più apprezzate nel mondo, per la peculiarità della “bolla rossa”.
Il principale vino prodotto con uve lambrusco in Lombardia è il Lambrusco Mantovano Doc, che si declina nei due prodotti distinti – per colore e intensità – Viadanese-Sabbionetano sulla riva sinistra del Po e Oltrepò Mantovano sulla riva destra.


