Originario della regione francese di Bordeaux, dove già nel Settecento veniva citato come “merlau” probabilmente per via dei merli particolarmente ghiotti dei suoi acini scuri e dolci, il Merlot è l’altro grande vitigno internazionale a bacca nera, protagonista con il Cabernet Sauvignon del cosiddetto “taglio bordolese” ovvero di un assemblaggio che prevede la presenza di queste uve e, in alcuni casi, anche di Cabernet Franc e Carménère.
Il Merlot è particolarmente amato da chi cerca nel vino la struttura e al tempo stesso la “dolcezza”, l’eleganza, la morbidezza e la ricchezza di frutto. In Italia, raggiunge la massima diffusione a nordest, nelle pianure di Veneto e Friuli, e in Toscana, dove viene utilizzato per la produzione dei cosiddetti “Supertuscan”.
Ma anche la Lombardia si è rivelata una terra molto vocata per questa varietà, capace di dare stile, personalità e territorialità alle sue espressioni. Sono più di venti, sommando Doc e Igt, le denominazioni lombarde che prevedono la possibilità di utilizzare il Merlot per la produzione di vini con contrassegno di Stato.
La presenza del vitigno è diffusa nelle zone collinari prealpine, nelle aree moreniche dei laghi, nelle pianure più calde. La sua adattabilità permette infatti di ottenere vini morbidi e fruttati nelle aree più fresche, più strutturati e intensi nelle zone meridionali della regione.
Di conseguenza, il Merlot è una presenza fissa nel paesaggio delle province di Brescia, Bergamo, Pavia e Mantova, dove contribuisce alla produzione di rossi armoniosi, moderni e di piacevole beva.


