Il nome Nebbiolo viene ricollegato idealmente al Basso Piemonte (Langhe in particolare), ma in realtà la sua coltivazione è diffusa in altre regioni italiane e in Lombardia, dove è caratterizzato dalla stessa genetica, prende il nome di Chiavennasca, in una sorta di richiamo al suo territorio d’elezione alle pendici delle montagne della Valtellina, di cui Chiavenna rappresenta la porta d’accesso e al tempo stesso di separazione (verso la Val Chiavenna, appunto).
È dunque, quello lombardo, un Nebbiolo di montagna, coltivato tra terrazzamenti scolpiti nella roccia e pendii che si affacciano sulla valle dell’Adda.
Germoglia presto, tanto da essere esposto alle gelate primaverili che ne mettono a rischio la raccolta stagionale, e matura tardi, in autunno inoltrato, quando già dal fondovalle sale la nebbia che pare sia all’origine del suo nome. La temperatura più “estrema”, caratterizzata da importanti escursioni termiche tra giorno e notte, regala al vino valtellinese da uve Nebbiolo profumi sottili, tannini eleganti e una freschezza minerale unica.
È dunque, quello lombardo, un Nebbiolo di montagna, coltivato tra terrazzamenti scolpiti nella roccia e pendii che si affacciano sulla valle dell’Adda.
Germoglia presto, tanto da essere esposto alle gelate primaverili che ne mettono a rischio la raccolta stagionale, e matura tardi, in autunno inoltrato, quando già dal fondovalle sale la nebbia che pare sia all’origine del suo nome. La temperatura più “estrema”, caratterizzata da importanti escursioni termiche tra giorno e notte, regala al vino valtellinese da uve Nebbiolo profumi sottili, tannini eleganti e una freschezza minerale unica.
Naturalmente, è nei vini a denominazione della Valtellina (Superiore Docg con l’espressione della sottozona o con la dicitura Riserva, Sforzato di Valtellina Docg e Rosso di Valtellina Doc, ma anche l’Igt Alpi Retiche) che il Nebbiolo lombardo si esprime al massimo del potenziale, ma al di fuori della propria culla d’elezione, il Nebbiolo ha trovato spazio anche in altre aree lombarde.
Il vino da Nebbiolo lombardo si presenta di colore rosso rubino luminoso, tendente al granato con l’età.
Al naso regala note di piccoli frutti rossi, rosa appassita, pepe, liquirizia e pietra bagnata.
In bocca è fine, tannico e persistente.
Al naso regala note di piccoli frutti rossi, rosa appassita, pepe, liquirizia e pietra bagnata.
In bocca è fine, tannico e persistente.
E l’attesa, che caratterizza la sua esistenza in vigna, si trasmette in cantina perché più viene dimenticato e meglio è, trattandosi di un uvaggio dal potenziale davvero notevole e che con il tempo assume sempre più eleganza.
Questo è il risultato di secoli di pendenze severe addomesticate dalla pazienza e dalla tenacia dei coltivatori, di cui il Nebbiolo è la fedele espressione in chiave enoica.
Questo è il risultato di secoli di pendenze severe addomesticate dalla pazienza e dalla tenacia dei coltivatori, di cui il Nebbiolo è la fedele espressione in chiave enoica.


