Attenzione a non confondere l’Uva Rara con la Croatina, come talvolta è accaduto in passato! La confusione, come evidenzia il portale Quattrocalici, nasce spesso dal suo uso intercambiabile con la Bonarda Piemontese e la Croatina, specialmente nelle regioni del Piemonte e della Lombardia, ma si tratta nei fatti di varietà geneticamente distinte con caratteristiche enologiche diverse, perché la Bonarda Piemontese è riconosciuta come entità separata dall’Uva Rara e la Croatina è caratterizzata da una maggiore acidità e da sapori di frutta più scura.
Il frutto di Uva Rara è presente in molti blend prodotti in tutta la Lombardia, e viene scelta molto spesso per arricchire i profili aromatici e bilanciare l’acidità, ma non mancano casi di vini da Uva Rara in purezza, che risultano particolarmente fruttati (ciliegia, ribes rossi) e dai tannini setosi.
L’Oltrepò Pavese è il territorio dove prevale la coltura di questo vitigno utilizzato nei principali vini a denominazione, ma è anche presente (fino a un massimo del 10%) nel San Colombano Rosso Doc e in diversi vini Igt (Alto Mincio, Bergamasca, Collina del Milanese, Provincia di Mantova, Quistello, Sabbioneta, Sebino, Terrazze Retiche di Sondrio, Terre Lariane).
In passato si tentò, con scarsi risultati, la vinificazione in rosato. È un vitigno caratterizzato da una normale resistenza alla peronospora e da una buona resistenza alle percosse della grandine e al marciume dell’uva, anche in fruttaio.


